Finanza - Economia

Come saremo tra più di cinquanta anni?

Questo è un mio articolo pubblicato su International Post

Uno dei principali argomenti che caratterizzerà questo 2012 appena iniziato sarà sicuramente la credenza o meno nelle varie profezie, secondo cui prima o poi in questi 12 mesi si giungerà all’alba del mondo. Andando contro queste voci senza alcun fondamento scientifico, c’è invece chi si spinge a prevedere come saranno gli italiani nel 2065.

Innanzitutto, secondo le “Previsioni della popolazione. Anni 2011-2065“, pubblicate dall’Istat lo scorso dicembre, saremo quasi 700mila in più. Passeremo, infatti, dagli attuali 60.626.442 residenti a 61.305.219. Se nel totale ci sarà un aumento, a diminuire saranno coloro che appartengono alla classe d’età 15-64 anni. Oggi sono il 65,7% della popolazione, ma tra metà secolo caleranno dell’11%. Il periodo peggiore, tuttavia, sarà l’arco di tempo tra il 2051 e il 2059, quando cioè si attesteranno al 54,3% (quindi meno 11,4%).

Dietro questi numeri, però, bisogna considerare che la fascia a cui si è fatto riferimento è quella che viene considerata come la più produttiva, rispetto a quelle dei primi e degli ultimi anni di vita. Ciò vuol dire che la forza lavoro che il nostro Paese avrà a disposizione andrà inesorabilmente a scendere. In un periodo come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da una crisi globale e da un tasso di disoccupazione nazionale sempre più alto, queste non sono certo percentuali che rassicurano gli animi e soprattutto i portafogli degli italiani.

In base a queste previsioni, insomma, tra cinquanta anni ci saranno meno bambini, poiché il tasso di natalità nel 2065 calerà dello 0,9%. Più persone perderanno la vita, dal momento che il tasso di mortalità aumenterà del 4,2%. Ma vivremo anche più a lungo: l’età media della popolazione, infatti, registrerà un più 6,2%, anche se il “periodo d’oro” in tal senso sarà quello 2056-2061, quando si giungerà a più 6,3%. Praticamente vivremo fino a 49,8 anni.

Le donne avranno il primo figlio in età sempre più avanzata, tanto che arriveranno ad avere un’età media al parto di 32 anni, rispetto agli odierni 31,4. Il numero medio dei figli, invece, subirà un lieve incremento, da 1,42 a 1,61. Queste ultime cifre, però, rendono evidente la lontananza che a volte si cela tra la statistica e la vita reale. In pratica la maggioranza delle famiglie continuerà ad avere o uno o due figli.

L’Italia, inoltre, sarà sempre più un Paese per vecchi. Coloro che hanno tra zero e 14 anni, infatti, saranno sempre di meno, con un calo dell’1,3%. Il decremento maggiore, però, si avrà nel quinquennio 2035-2039, quando si giungerà a meno 1,6%. Per quanto riguarda gli ultra-sessantacinquenni, invece, che già oggi rappresentano più di un quinto della popolazione, nel 2065 saranno il 33,2%. In pratica un italiano su tre sarà anziano.

L’Istat consente di fare luce anche sulla situazione che caratterizzerà gli stranieri residenti. E a quanto sembra ci sarà una vera e propria invasione. Dai più di 4 milioni e mezzo del 2011, infatti, si arriverà a superare i 14 milioni e ad aumentare saranno in particolare le esponenti del sesso femminile che, tra l’altro, già oggi rappresentano la maggioranza.

Se ci allontaniamo per un attimo dalle cifre e proviamo a ragionare senza numeri, l’Istituto di statistica ci dice che dopo il prossimo cinquantennio saremo di più e con più stranieri, con meno giovani e più anziani, ci saranno pochi figli e ad un’età sempre più avanzata e soprattutto ci saranno meno persone che, per motivi anche solo “biologici”, potranno lavorare.

Ecco, se non credete che quest’anno sarà la fine per il nostro pianeta, sappiate che, almeno in Italia e almeno secondo l’Istat, il nostro futuro non sarà certamente dei migliori.

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