Politica

Grillo e media, la strana coppia

Tratto da International Post

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“Non discutono mai nel merito, insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E dopo? Cosa verrà dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina”.

Dopo le discussioni delle settimane scorse, a rilasciare dichiarazioni del genere sembrerebbe essere il Bersani di turno che critica i grillini e il linguaggio utilizzato dal loro leader carismatico. E invece sono parole proprio di Beppe Grillo. Il comico se la prende stavolta con i mass media e lo fa dal caldo accogliente del suo guscio protettivo, alias il suo noto sito web.

Parole pesanti rivolte a giornali, radio e televisione che con fatica riescono a comprendere quello “strano animale” che regna nel mondo irreale di Internet, che non si fa inquadrare nei canoni tradizionali di analisi politica e che, grazie a quell’ambiente, può fare a meno di cronisti ed editorialisti, consapevole di quanto siano infiniti i fili della Rete e sia facile raggiungere una vasta platea a cui i media mainstream mai potrebbero arrivare.

Certo, Grillo che parla di diffamazione, di insulti, di isolamenti, suona per lo meno strano. Proprio che lui che ha fatto dell’invettiva contro il “nemico” politico un segno distintivo del modo grillino di fare politica. Proprio lui che più di tutti è stato capace di cavalcare (e fomentare) l’onda di odio che colpisce la casta dei politici e che da tempo ormai prevale nelle sensazioni della maggior parte degli italiani.

Eppure l’home page di un sito Internet può paradossalmente stare stretto ad un movimento che si candida a governare il Paese. Ma come risolvere questo rapporto contraddittorio tra mezzi di informazione e politica ultra-contemporanea? Qualcuno di facile ironia potrebbe consigliare di pagare per le interviste in emittenti locali. È stato fatto già e il caso poi scoperto ha sollevato un polverone di polemiche che ha finito con il coinvolgere anche altri partiti. Insomma, almeno in questo, l’M5S non si distingue dalle altre formazioni.

Se il contesto locale e quello nazionale, quindi, sono di difficile accesso, non resta che rifugiarsi all’estero. Grillo lo ha fatto con il principale quotidiano israeliano e in quell’occasione aveva creato un imbarazzo diplomatico utilizzando parole non certo gentili contro quella che definisce “lobby ebraica”.

In tempi più recenti è stato intervistato da una televisione olandese. Un’occasione per mettere in mostra la sua verve teatrale fingendo una telefonata. Dall’altra parte del filo addirittura Mario Monti: “Fammi la cortesia – risponde il comico – dai immediatamente le dimissioni, fai sciogliere le Camere da Napolitano e vattene alle Barbados. Non rompere più i coglioni. Vattene, ciao, e non mi chiamare più a questo numero”.

Insomma, anche a telefono dimostra di avere un certo savoir faire e dei toni gentili e garbati. Tipico aplomb britannico. Rapporto difficile quello tra Grillo e i mass media. Non è come Berlusconi, per cui il problema non è mai esistito controllando buona parte del sistema informativo italiano. Non è come il Pd, che può contare su un quotidiano proprio e sull’appoggio quasi incondizionato di Repubblica. Eppure lo sappiamo fin dai tempi di Mussolini quanto sia fondamentale il rapporto con i mezzi di informazione se si vuole che la politica diventi sinonimo di potere. Di certo non può non saperlo anche Grillo.

E va detto che il Fatto Quotidiano, da questo punto di vista, potrebbe benissimo ambire a tale ruolo. Su Grillo e il Movimento 5 Stelle la star Travaglio non ha mai avuto granché da criticare. Anche perché suonerebbe alquanto fuorviante una nota stonata contro il movimento a cui il giornalista non ha celato di dare il proprio voto già due volte.

Un giornale amico, quindi, Grillo potrebbe averlo. Una schiera di giornalisti pronti a parlar male (a torto o a ragione) della casta politica senza differenziazioni, con toni populistici e soprattutto con un linguaggio che ricorda molto quello del comico. Un nuovo modo di fare politica, dagli slogan agli insulti. A pagare tutto questo saranno sempre gli italiani. Ancora impossibilitati, oggi come ieri, ad avere una classe dirigenziale degna di essere chiamata tale.

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Discussione

2 pensieri su “Grillo e media, la strana coppia

  1. non passa giorno ormai che qualcuno soppesa negativamente le parole di Grillo, dimenticando le uscite di Bossi o di Berlusconi, ad esempio, ma pazienza. Quello che fa tristezza è che i cosiddetti “giornalisti” non si prendono la briga di andare a vedere come lavorano gli eletti in consiglio regionale, ad esempio a Milano. Non si parla del fatto che si sono autoridotti lo stipendio o che sono i soli ad aver rinunciato a TUTTI i biglietti omaggio passati dal comune…

    Pubblicato da fabio | settembre 11, 2012, 5:53 pm
    • Fabio hai perfettamente ragione. Ma se i mass media non parlano del buon operato dei rappresentanti del Movimento la colpa è innanzitutto di Grillo stesso. Da quanto tempo non si discute di un punto programmatico politico? Da quanto tempo non si legge di una proposta seria da parte dell’ex comico? Se in quest’ultimo periodo a fare notizia sono solo le sue boutade su questo o quell’uomo politico, da Bersani a Napolitano a Monti, (e non sulla buona politica) di chi è la responsabilità?

      Pubblicato da lucamattei1 | settembre 11, 2012, 6:00 pm

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