Politica

I grillini faranno la muta

mutaConsiderato l’alto numero di grillini che invaderà Camera e Senato ci ritroveremo con il Parlamento più chiassoso della seconda Repubblica. Il boom elettorale del Movimento 5 Stelle è sotto gli occhi di tutti. Gli italiani hanno voluto punire una volta per tutte la vecchia e arci-nota politica di politicanti e farsi rappresentare da una nutrita squadra di perfetti sconosciuti, nominati attraverso delle discutibili parlamentarie condotte sul web.

Ecco il principale mondo in cui vive e vegeta il M5S, la rete Internet. Il principale mondo ma non certo l’unico. Perché se è vero che il diktat del gran capo è quello di non andare in tv e di sottrarsi quindi alla logica dei mass media, che altro non sono che un’appendice dei poteri forti, è altrettanto vero che Grillo e il suo movimento sono stati più che presenti negli spazi televisivi.

Non c’è nessun elettore che non abbia visto almeno un comizio del noto comico. Così come non ce n’è uno che non abbia visto qualche intervista a Berlusconi, che sia in tv, per radio o telefonica. La stessa certezza sembra non si possa avere con Bersani e Monti.

 

Grillo ha colto il vero senso del dilemma di Nanni Moretti nel film Ecce Bombo:

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo?”.

 

E il genovese ha decisamente virato per la seconda opzione. Anzi più denigrava la logica televisiva più i giornalisti erano lì ad accalcarsi su di lui, pronti a immortalare ogni sua sillaba, qualunque sua battuta, qualunque suo rutto.

Li vedevi quasi picchiarsi all’arrivo del suo camper, li vedevi rovinarsi la propria tenuta fisica durante i comizi, sotto i palchi, li vedevi definitivamente violentarsi per potergli strappare qualche parola mentre tornava nella sua vettura, pronto a continuare il suo Tsunami Tour. Li vedevi lì, così masochisticamente pronti a prendersi anche qualche ramanzina sul loro modo di fare informazione, sul loro asservimento al volere di direttori e politici di turno.

MA QUESTO ERA IL PRIMA. Ora le urne hanno decretato la volontà popolare. Quella sì scevra da critiche credibili e fruttuose. È arrivato così il momento per il M5S di crescere, perché ha ricevuto dagli italiani una fiducia che forse nessuno si aspettava, neanche loro. E Grillo non aveva tutti i torti quando ha dichiarato che i suoi sarebbero arrivati impreparati al Parlamento.

Il Movimento a questo punto dovrà fare una profonda riflessione su se stesso. Non può restare un fenomeno di protesta ora che siede nelle stanze dei bottoni. Ora bisogna prendere delle decisioni e soprattutto bisogna lanciare proposte su cui dovranno essere gli altri partiti a decidere.

DOVRA’ RIFLETTERE SULLA PROPRIA NATURA. Un movimento che nasce con la pretesa di far regnare la democrazia diretta dei cittadini, possibile attraverso una Rete senza filtri, dovrà confrontarsi con la vera democrazia che regna in Italia, quella rappresentativa, composta da alcuni rappresentanti del popolo, decisi dal popolo.

Dovrà delegare le decisioni di tutti nelle mani di poche persone. E dovrà farlo in tempi rapidi. Perché sarebbe fantasioso poter avere i tempi giusti per indire ogni volta un referendum su tutto, sul web, e far decidere gli altri. No, le decisioni dovranno essere discusse dai parlamentari. Come avviene in tutti gli altri partiti.

DOVRA’ CAMBIARE SE STESSO. Perché inevitabilmente ci saranno alla Camera e al Senato minimo due capigruppo che a quel punto diverranno il simulacro del Movimento agli occhi della gente.

Altro che gruppo guidato esclusivamente dal leader unico Beppe Grillo. Anzi no, scusate, non è il leader, ma il loro portavoce. Si chiama così, e guai a definirlo diversamente, altrimenti si incazzano. Loro impongono delle regole che devono essere rispettate. Poi che limitino il diritto di espressione degli altri non conta, perché tanto non ti daranno un contraddittorio, e poi…l’importante è rispettare le regole. “Decise democraticamente”.

QUINDI IL M5S E’ IL GRANDE ATTESO. Dovrà inevitabilmente rivoluzionarsi, perché ora fa parte di istituzioni che prima tanto criticava. Dovrà fare come la Lega degli esordi, nata come forza al di fuori dell’arco costituzionale e contro la partitocrazia.

Un film già visto, insomma. 

Con la speranza per il bene dell’Italia che la conclusione sia differente. E ci sia finalmente un lieto fine.

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