Vita vissuta

Musica, maestra!

I tubi Innocenti® innocentemente ci sovrastano e danno riparo al palco.

 

A sinistra gli spalti ti ricordano di essere in un ippodromo. Ma in realtà ti portano ad Anna Karenina quando, in un grido di sofferenza per la caduta da cavallo di Vronskij, fece capire al mondo intero, e soprattutto al marito cornuto, il suo folle amore per il giovane aitante fantino.

 

A destra vedi a volte passare un aereo illuminato di notte. E la mente va al prossimo grande viaggio che ti aspetta quest’estate.

 

Ad entrambi i lati cartelloni di Postepay. Ah, già, devo pagare l’affitto.

 

La musica inizia a battere.

La cassa della batteria e i bassi ti arrivano dritto al cuore. Senti come se il batterista ti stesse martellando il petto. Il ritmo si impossessa del tuo corpo e inevitabile giunge un movimento di gambe, piedi, braccia, mani o testa. Non puoi farci nulla. Le note arrivano nel sangue e fanno impazzire dinamicamente le vene e i muscoli.

 

Fai di tutto per arrivare il più avanti possibile nonostante la folla oceanica. E come ogni volta, potrai essere in qualsiasi parte del mondo, ma sempre, sempre, sempre, avrai di fronte a te quel tipo più alto di te, con quei centimetri giusti giusti per coprirti la migliore visuale.

 

Ti guardi un po’ attorno e subito scorgi il tipo dalla mimica da concerto. Soprattutto nelle mani. Mignolo e indice alzati. E a volte si aggiunge il pollice. Amore o corna. O solo l’indice: number one. O il dito medio: fuck to everyone.

 

Ma chi è quella signora là? Cacchio ma è identica ad Angela Merkel! Certo ha una certa età per questo concerto! Ma la musica, è come l’amore, non ha età! E non ha età soprattutto se Angela Merkel ti caccia uno smartphone come il tuo. Ma solo per aprire Shazam e provare a capire quale canzone stanno cantando. Ah, certo, una fan sfegatata!

 

Le famose melodie romantiche raggiungono presto il cuore. E lì sulla sinistra spii i messaggi di un ragazzo: quel “Ti Amo” a cui segue l’invio di un video di una canzone strappalacrime eseguita magistralmente. Pulsante ok. Filmato mandato! E così il giovane torna ad abbracciare e baciare la ragazza che stringe ora tra le sue braccia. Perché la musica, è come l’amore, può avere forme fuori dal convenzionale.

 

E anche senza telefonino, una dedica amorosa non si nega a nessuno. Questa ragazza la sussurra al suo fidanzato. E là in fondo quel timidone vorrebbe tanto dedicarla alla donna al suo fianco, che è giunta con lui al concerto. Ma no, è un amica. Sì, credici.

 

A un certo punto arriva la canzone che aspettavano tutti. E quello che una volta era il tempo degli accendini accesi per dare fuoco a quelle emozioni, diventa il tempo dei cellulari e dei tablet pronti a registrare tutto. Un minuto e mezzo o poco più di girato e subito il file è caricato su Facebook o YouTube. Per dire a tutti: “”Oh raga, io c’ero!”.

 

Ammazza, quanta, gente, però! Guarda, tutti amici. E coppie. Giovani. Anzi, no, anche qualche anziano. Ok, signora, però, se ha difficoltà motorie forse un concerto non era proprio indicato, no?? Dai, almeno ci sono anche i bambini e i ragazzini coi genitori. Beati loro. Crescere con la musica dal vivo non è da tutti. Perché la musica, è come l’amore, andrebbe coltivato vivendolo con tutto se stessi.

 

La cassa continua a pompare. Il batterista ci dà dentro con rullante, tom e timpano. Suoni aspri di crash e ride. E il percussionista a dargli manforte nel melodico ritmo. La chitarra e il pianoforte fanno il resto, la tromba e il violino danno quel colore in più che crea armonia. Perché la musica, è come l’amore, a suonarla da sola è bello, ma se gli strumenti sono molteplici la soddisfazione è tutt’altra.

 

“Occhi da orientale”. Un po’ come i miei. I pensieri dovrebbero volare a quella ragazza che non si vuole svegliare. E invece vanno dritti a quella persona che te la fece ascoltare la prima volta. Ad un’amicizia così forte che forse non riavrai mai in vita. E che ora vedi così stupidamente lontana. E ti fa pensare a chi eri e dove eri fino a pochi mesi fa.

 

Via Merulana gli pare un presepe quando passano i cortei. A me quella strada più volte ha salvato le serate dalla depressione totale. Passeggi per quei metri e Roma ti sembra l’unica cosa bella per cui vale la pena di vivere certe giornate. Col suo fascino nascosto, io l’ho sempre detto, dietro casa mia, prosegue e unisce, vive e muore, ogni giorno, e tu la osservi inerme restando ogni volta a bocca aperta senza neanche riuscire a spiegarti il vero perché.

 

La musica da romantica diventa scatenata. Il ritmo ti entra dentro. E sei lì a ballare insieme agli altri. Perché come gli altri ti senti “salire” in cielo. E quanto piace quel verso con quella rimalmezzo: E saliRò, saliRò fra le RòSe di questo giardino.

 

Ormai la festa volge al termine ma sai benissimo vorresti non finisse mai.

E balli, canti, ti scateni, ti emozioni, ti manca il fiato, sudi, sorridi, rifletti.

 

E il pensiero di te giunge sempre fisso. E ancora, e ancora, e ancora.

Perché la musica, è come l’amore, puoi anche dimenticartela per un attimo.

Ma sai benissimo che una mattina ti sveglierai e quella musica ti penetrerà la mente e il cuore senza che tu sia capace di fermarla.

E ancora, e ancora, e ancora.

 

E allora sì. Sarà così.

Musica, maestra!

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