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Assicurato?

Assicurato?Questa che sto per proporvi è una di quelle questioni che mi mettono in difficoltà. Tematiche alle quali non sono in grado di dare una risposta. Nonostante lo stimolo alla riflessione sia evidente, l’esito è tutt’altro che definitivo.

Un mio carissimo amico lavora nel campo delle assicurazioni. Ogni volta che ci incontriamo mi propone un colloquio per spiegarmi le condizioni della sua compagnia, al fine di aprire una polizza assicurativa o un fondo di investimento.

L’insistenza è quotidiana e tale per cui solo l’amicizia mi spinge a prenderlo in giro, rispondergli ironicamente e non mandarlo a quel paese: reazione che chiunque di noi avrebbe in un tale contesto se non ci fosse un minimo di legame con chi vi pone perennemente lo stesso tipo di domande!

Nel momento in cui ho deciso di farmi spiegare più dettagliatamente la proposta ho iniziato a pormi alcune domande.

Chi di voi, oggi come oggi, farebbe un investimento a lungo termine sul vostro futuro e sulla vostra sicurezza quotidiana e prossima?

Poniamo che ognuno di voi abbia la disponibilità economica per assicurare la vostra salute. Alcune decine di euro al mese per tutelarvi nel caso in cui vi succeda qualcosa un domani, si spera il più lontano possibile.

Sono convinto del fatto che la mia generazione abbia una caratteristica che ci differenzia da quelle precedenti: vogliamo tutto e ora. E’ difficile pensare al futuro in una società che ce lo ha privato. Ogni progetto a lungo andare diventa un gesto rivoluzionario. Con ogni probabilità non ci toglieremmo mai la sicurezza di avere qualcosa nel presente, in questo caso una certa somma in denaro al mese, per puntare su una cautela per il tempo che verrà.

E non lo faremmo mai soprattutto in considerazione del nostro status di precarietà. Un lavoro precario, un’esistenza precaria. Un’occupazione lavorativa che non hai e se ce l’hai potresti perderla da un momento all’altro, lasciandoti senza difese, inerme di fronte a quella che universalmente è ritenuta un’ingiustizia. Nessuno, forse, è in grado oggi di pensare tranquillamente al proprio avvenire. E anche chi potrebbe averne la possibilità si ritrova a condividere e adottare comportamenti quasi prossimi all’egoismo o ad un altruismo fin troppo legato al momento attuale e senza alcuno sguardo a ciò che verrà .

Mi è capitato, ad esempio, di avere a che fare con genitori con la ben minima considerazione del benessere in prospettiva dei loro figli, convinti che sia meglio assicurare loro (ma soprattutto a se stessi) un’esistenza degna, anche se solo e soltanto in quel preciso periodo. Quasi a voler scaricare sui figli il peso della vita. Della serie: “Quando arriverà il loro tempo vedranno come cavarsela da soli. Ora non posso prendermi interamente sulle spalle il fardello della loro presenza. Altrimenti, così facendo, ne risentirebbe la mia stessa vita e di riflesso la loro”. Quanto di più lontano, probabilmente, dai genitori di un tempo, la cui esistenza, spesso, aveva il solo scopo di garantire il futuro dei figli. Concetti come “eredità” o “corredo” fanno fatica a trovare spazio nei giorni nostri!

Una mancanza di lungimiranza che può essere ravvisata persino in ciò che ci viene presentata come l’unica cosa davvero fondamentale. Quanto è vero ciò che ci sentiamo dire così spesso nei discorsi fatti tanto per fare: “L’importante è che ci sia la salute”? E quanto siamo così poco propensi ad gestione preventiva del nostro divenire?

E’ impossibile essere a conoscenza di cosa possa prevederci il destino, ma si potrebbe essere accorti e tutelarsi per ogni evenienza. Poi ci pensi un po’ e ti chiedi: ma in fondo chi me lo fa fare di privarmi di questa manciata di soldi a tale scopo? Non sarebbe meglio spenderli per qualsiasi cosa di cui io possa godere al momento? Poi ci pensi nuovamente: sì, in fondo chi se ne frega…però metti caso che mi succeda qualcosa?

Poi ci pensi ancora, e ancora, e ancora.

Diventa tutto un punto interrogativo. Un dubbio che, almeno io, non so sciogliere.

Voi avete certezze a tal proposito? Bene, in tal caso avrei un amico…

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